Ricerca, innovazione e confronto tra gli attori della filiera per affrontare le sfide poste dai microinquinanti emergenti. Il convegno promosso da LE2C ha riunito gestori del servizio idrico, aziende tecnologiche, università, centri di ricerca e istituzioni per condividere conoscenze, esperienze applicative e soluzioni per il futuro del settore.
Il 7 ottobre 2026, presso il Politecnico di Milano – Campus Leonardo, si è svolto il convegno "MICROINQUINANTI 2026 – Testimonianze, soluzioni e prospettive per il Servizio Idrico Integrato", promosso Lombardy Energy Cleantech Cluster – LE2C in collaborazione con il Politecnico di Milano, Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale (DICA), e Water Alliance – Acque di Lombardia.
L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di confronto sulle sfide poste dai microinquinanti emergenti, anche alla luce dell’evoluzione della normativa europea in materia di qualità delle acque destinate al consumo umano e trattamento delle acque reflue urbane.
PFAS, residui farmaceutici, prodotti per la cura della persona, microplastiche e altre sostanze presenti nell’ambiente richiedono infatti strumenti sempre più efficaci di monitoraggio, valutazione del rischio e trattamento. Un tema che coinvolge direttamente gestori del servizio idrico, imprese tecnologiche, ricerca e istituzioni, chiamati a collaborare per tutelare le risorse idriche e la salute pubblica.
L’evento si è inserito nel percorso avviato nel 2018 da LE2C attraverso il Gruppo di Lavoro Microinquinanti Emergenti (GdL-MIE), che ha coinvolto complessivamente 30 enti e oltre 80 ricercatori e tecnici tra imprese, gestori del servizio idrico, università, centri di ricerca, istituzioni e policy maker.
Le attività del Gruppo di Lavoro hanno portato alla pubblicazione di studi scientifici, rapporti conoscitivi e linee guida tecniche dedicati al monitoraggio degli inquinanti emergenti, alla valutazione del rischio ambientale e sanitario, alle microplastiche e alle tecnologie di trattamento e rimozione. Tra i principali risultati figurano:
- il I Report “Inquinanti Emergenti. Quadro delle conoscenze sulla presenza, le tecnologie di contenimento e lo stato della ricerca su microinquinanti e microplastiche nei compartimenti acquatici lombardi” del 2020;
- il II Volume scientifico "Inquinanti Emergenti: Monitoraggio, Rischio e Rimozione", pubblicato nel settembre 2025;
- le linee guida "Fragranze sintetiche in ambiente acquatico" (2025);
- le linee guida "Campionamento, separazione e caratterizzazione di plastiche in ambienti fluviali e lacustri" (2023).
Un confronto tra ricerca, innovazione e gestione operativa
Il convegno si è aperto con l’intervento di Carmen Disanto, Cluster Manager di LE2C, seguito dai saluti istituzionali di Attilio Frangi, Direttore del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale del Politecnico di Milano, Riccardo Bellato, Presidente di LE2C, e Raffaele Pini, Presidente di Water Alliance – Acque di Lombardia.
La sessione plenaria, moderata da Giorgio Bertanza, Professore Ordinario presso l’Università degli Studi di Brescia – DICATAM, ha approfondito le principali questioni scientifiche, tecnologiche e normative legate alla gestione dei microinquinanti emergenti.
Sono intervenuti Tania Tellini di Utilitalia, Stefano Polesello del CNR – IRSA-CNR, Douglas Gilliland della Commissione europea – Joint Research Centre di Ispra, Manuela Antonelli e Beatrice Cantoni del Politecnico di Milano – DICA, Roberta Pedrazzani dell’Università degli Studi di Brescia – DIMI e Stefano Ottolini di Padania Acque S.p.A.
Gli interventi hanno affrontato il monitoraggio e la valutazione del rischio, le problematiche legate alle microplastiche, le tecnologie avanzate di trattamento, i metodi di analisi e l’approccio One Health, offrendo una panoramica delle sfide che il settore idrico è chiamato ad affrontare.
La mattinata è proseguita con una tavola rotonda coordinata da Gianni Tartari, Ambasciatore del Patto Europeo per il Clima e Co-Chair dell’Area Water Energy Nexus di LE2C. Al confronto hanno partecipato Mila Campanini di Regione Lombardia, Elena Gallo di ARERA, Francesca Rota di ARPA Lombardia, Mario Carere dell’Istituto Superiore di Sanità e Giovanni Vargiu di Gruppo CAP.
Il dibattito ha evidenziato la necessità di adottare un approccio integrato alla gestione dei microinquinanti emergenti, capace di considerare le connessioni tra salute umana, tutela ambientale e qualità delle risorse idriche. È emersa, in particolare, l’importanza di rafforzare la collaborazione tra istituzioni, gestori, mondo della ricerca e imprese per sviluppare strumenti di monitoraggio, prevenzione e trattamento sempre più efficaci.
Le sessioni dedicate alle acque potabili e reflue
Nel pomeriggio, i lavori sono proseguiti con due sessioni parallele dedicate rispettivamente alle acque potabili e alle acque reflue, con approfondimenti sulle esperienze applicative, sulle tecnologie disponibili e sulle prospettive di adeguamento ai nuovi requisiti normativi.
La sessione sulle acque potabili, introdotta da Manuela Antonelli del Politecnico di Milano – DICA, ha visto la partecipazione di Sara Valsecchi del CNR – IRSA-CNR, Stefano Della Sala di VERITAS e VIVERACQUA LAB, Michela Bergamini di Hera, Massimo Carmagnani di Acque Veronesi, Elvio Amato di KWR Water Research Institute, Mara Brambilla di De Nora Water Technologies e Tomaso Amati di Gruppo CAP.
Il confronto si è concentrato sulla presenza dei microinquinanti nelle acque destinate al consumo umano, con particolare attenzione ai PFAS, alle attività di monitoraggio e alle strategie di trattamento, valorizzando il contributo di ricercatori, gestori e aziende tecnologiche.
La sessione sulle acque reflue, introdotta da Francesca Malpei del Politecnico di Milano – DICA, ha coinvolto Paolo Foa e Roger König di TBF+Partner, in rappresentanza di VSA – Associazione svizzera dei professionisti della protezione delle acque, Daniele Cecconet di ALFA Varese, Serena Cattaneo di WSP, Cristian Carboni di De Nora Water Technologies, Giovanni Bellotti di Veolia Water Technologies Italia e Luca Moseneder-Frajria di Nippon Sanso Industrial.
Gli interventi hanno approfondito le principali criticità legate alla presenza dei microinquinanti nelle acque reflue, le tecnologie di trattamento avanzato e gli interventi necessari per l’adeguamento degli impianti, attraverso casi applicativi ed esperienze sviluppate in diversi contesti.
Le due sessioni hanno completato il quadro emerso durante la mattinata, mettendo in relazione ricerca scientifica, innovazione tecnologica ed esigenze operative e mostrando le soluzioni già disponibili per affrontare le nuove sfide del settore.
Poster Session e networking
Nel corso della giornata si è svolta anche la Poster Session, dedicata alla presentazione e alla condivisione di esperienze, progetti, tecnologie e attività di ricerca sviluppate dagli attori della filiera.
Lo spazio ha offerto un’ulteriore occasione di confronto e networking tra aziende, enti di ricerca e organizzazioni del settore, favorendo la circolazione delle conoscenze e la valorizzazione delle soluzioni sviluppate nell’ambito della gestione dei microinquinanti emergenti.
Evento rientrante nel Piano di attività sostenuto con le risorse di Regione Lombardia (bando “Cluster tecnologici per l’innovazione – edizione 2025)



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