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Giovedì 14 Giugno 2018

Concluso il convegno di due giornate sul tema dei microinquinanti emergenti: oltre 190 i partecipanti

Si è tenuto lunedì 11 e martedì 12 giugno il convegno "Microinquinanti e contaminanti emergenti. Testimonianze, soluzioni e prospettive" organizzato da LE2C, Politecnico di Milano, IRSA-CNR, Università di Milano-Bicocca e Lariana Depur che ha visto una folta e qualificata partecipazione di rappresentanti di imprese, ricercatori, dottorandi e laureandi e rappresentanti di autorità locali.

Il convegno, muovendo da una visione regionale del problema ed allargando l’orizzonte a strategie di respiro internazionale, ha fatto il punto sulla presenza di contaminanti prioritari ed emergenti nelle acque, sulle fonti e sui meccanismi di immissione in ambito municipale, industriale, agricolo e zootecnico e alle tecniche di rimozione. Erano presenti, infatti, oltre al Politecnico di Milano-DICA, al Consiglio Nazionale delle Ricerche-IRSA, all’Università degli Studi di Milano Bicocca-DISAT e alla Lariana Depur, anche l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Lombardia, l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, l’Università degli Studi dell’Insubria, l’Agenzia Regionale Prevenzione, Ambiente ed Energia dell’Emilia Romagna, l’Università di Ferrara e l’Istituto Superiore di Sanità. Hanno portato le loro testimonianze anche importanti istituzioni internazionali come il Joint Research Centre-EC, l’Universitad de Santiago de Compostela, l’Université de Limoges e il Dipartimento per il Territorio del Cantone Ticino. Ugualmente importante è stato il punto di vista di diverse aziende direttamente interessate al problema dei microinquinanti e contaminanti emergenti quali: Process Factory, Centro Tessile Serico, TBF+Partner, Gruppo CAP, Veolia, Xylem e De Nora.

Tra le soluzioni tecnologiche e le prospettive gestionali sono state analizzate le prestazioni dei processi convenzionali e di quelli più avanzati, considerando altresì esempi applicativi nazionali ed internazionali. Sono state infine discusse le possibili vie per contenere i rischi considerando, in particolare, l’esperienza della Svizzera e la strategia della fondazione ZDHC (Zero Discharge of Hazardous Compounds) per eliminare (o, almeno, ridurre) il carico di composti pericolosi derivante dall’industria tessile e della moda.

Nella tavola rotonda conclusiva ha avuto luogo un confronto tra ricercatori, rappresentanti dell’industria, tecnici del monitoraggio ambientale, gestori del servizio idrico integrato ed amministratori pubblici e privati, sulle azioni necessarie per un utilizzo equilibrato delle nuove sostanze chimiche e per la loro rimozione, in linea con il mantenimento di una idonea qualità ambientale delle risorse idriche.

Oltre a proseguire il monitoraggio della presenza di queste sostanze nell’ambiente, nelle acque reflue e di approvvigionamento, e le attività di ricerca per comprendere i meccanismi di rimozione e di sviluppo delle tecnologie di abbattimento, nei prossimi anni sarà necessario sviluppare delle strategie con un approccio olistico e di collaborazione tra i vari attori coinvolti (Enti di pianificazione e controllo, Università e centri di ricerca, gestori del servizio idrico, fornitori delle tecnologie).

Leggi il Comunicato Stampa.

Le presentazioni dei relatori sono disponibili sulla pagina dell'evento

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